HomeLa storiaIngresso di Amalfi nel “Grand Tour”

Ingresso di Amalfi nel “Grand Tour”

All’inizio dell’ ‘800, nonostante le molte difficoltà che i “ turisti” di allora dovevano affrontare per viaggiare, inizia a manifestarsi in Amalfi una significativa richiesta di accoglienza turistica, ma quale fu il motivo alla base di questi eventi ? La cultura e le arti italiane del Rinascimento già si erano diffuse in tutta Europa e gli ideali del neoclassicismo di Winckelmann trovano slancio e sinergia nelle scoperte archeologiche che, nella seconda metà del ‘700, venivano fatte nelle aree di Pompei ed Ercolano. Nel ‘600 e ‘700 Napoli cresce e si sviluppa sia come dimensione fisica che culturale diventando, a fine ‘700, l’unica città italiana che possa essere paragonata alle grandi capitali europee come Berlino, Madrid, Parigi, Pietroburgo, e diventa una tappa d’obbligo del “Grand Tour” che anche W. Goethe compie sul finire di quel secolo. I molti “turisti” che visitano Napoli sono colpiti dalla bellezza unica dei luoghi ricchi di coste ed isole, rovine antiche ed antichità intatte, grotte e miti, palazzi, monumenti, giardini, campagne, e lo sfondo onnipresente della grande montagna: il Vesuvio, e dalla solarità e dai colori di questa terra meridionale che sembra abitata da gente primitiva e felice. La ricerca di souvenir che ricordassero tutto questo, alimenta le attività di quella schiera di pittori vedutisti napoletani, della fine del ‘700 inizi ‘800, che però non riescono a dare alla loro produzione una rilevanza artistica degna di nota o che sia almeno comparabile a quanto stava avvenendo, sotto la spinta degli ideali del “romanticismo”, nella pittura francese ed inglese grazie all’opera di Corot e di Turner. Solo dopo il 1820 un pittore olandese: Anton Pitloo, chiamato a Napoli dal Conte Grigory Orloff , ambasciatore di Russia, insegnerà ai suoi allievi della “Scuola di Posillipo” a portare sulla tela le emozioni suscitate dal contatto con la natura, trasponendo nelle loro opere l’immagine della bellezza appassionata e vibrante dei paesaggi della Campania . I quadri di A. Pitloo, di G. Gigante, di A. Vianelli, di T. Duclere, dei fratelli Carelli e di molti altri faranno, per dirla in termini moderni, la promozione e la pubblicità della Campania, e di Amalfi in particolare, stimolando la voglia di vedere e conoscere di nobili ed alto borghesi di Europa ed America, di artisti e di collezionisti.

Free business joomla templates